L’alchimista impaziente

  1. La presentazione dell'editore

    Un cadavere nudo, senza trace di violenza, viene ritrovato legato in una strana posizione in un motel. Si tratta di un crimine mafioso con tanto di raffinata tortura oppure di un deceso per cause naturali durante un tumultuoso amplesso? Le due ipotesi sono entrambre percorribili, anche perché la bionda arrivata insieme al defunto, un importante manager madrileno e prontamente sparita nel nulla, rientra a pleno diritto nella classica categoria delle bionde fatali di sballo. È a questo punto che vengono chiamati in causa il sergente Bevilacqua, tormentato e inquieto investigatore della Guardia Civile, e la sua aiutante Chamorro, una sfuggente e affascinante ragazza appassionata di astronomia.

    L’indagine che segue non è un semplice caso poliziesco: sergente e aiutante dovranno infatti arrivare al lato più oscuro e inconfessabile della vittima, immegersi nella sua imprevedebile vida segreta, girare città, entrare a contatto con ambiente diversissimi fra droga, prostituzione, grandi appalti e studi legali, per poter finalmente ricostruire, tassello dopo tasello, una vicenda di corruzione e soldi sporchi: la chiave dell’enigma, come nell’alchimia, sta nella pacienza, quella che sarà necessaria a Bevilacqua e Chamorro per trovare il bandolo della matassa, e quella che invece è mancata ai vari personaggi coinvolti nell’oscura trama.

  2. Una recensione

    “Un motel sull’autostrada d’Aragona, vicino a un paesino dalle parti di Guadalajara, una bionda da sballo che si è volatilizzata, e un uomo morto: “prono, con le braccia tirate al massimo e il polsi legati ai piedi del letto”. Cuando il sergente Bevilacqua della Guardia Civil e la sua assistente Chamorro arrivano sulla scena del delitto, il cadavere è ancora caldo. Capita di rado, perché di solito devono arrangiarsi con qualche foto. E non è uno spettacolo piacevole. Ma il defunto Trinidad Soler, ingegnere della vicina centrale nucleare, è morto per cause naturale durante un amplesso oppure è stato ucciso? E, nel caso, da chi? Incipit classico per un giallo anch’esso classico, ma fino a un certo punto.

    Perché il romanzo di Lorenzo Silva, giovane avvocato e scritore madrileno, vincitore in Spagna dell’importante Premio Nadal, dà sempre l’impressione di battere sentiere noti, eppure in realtà se ne discosta di continuo. Per risolver il mistero del delitto, infatti, il sergente Bevilacqua, investigatore laureato in psicologia, e Chamorro, affascinante e volitiva appassionata d’astrologia, non si limitano a racccogliere indizi e interrogare testimoni, ma scavano in ambienti diversissimi, fra droga, prostituzione d’alto bordo, studi legali, grandi appalti, immigrati clandestini, ricci imprenditori, politici ed ecoligisti. E mano a mano che si avvicinano all’assassino, tassello dopo tassello scoprono sopratutto il mondo dalla vittima, riconstruendone con sorpresa e raccapriccio la personalità e i lati oscuri. Eppure soltanto quell’approfondito scvavo nella parte inconfessabile della sua vita consente loro di avvicinarsi alla soluzione del mistero; anzi, dei due misteri, perché nel giro di qualche mese Bevilacqua e Chamorro trovano anche la fantomatica bionda: ridotta a scheletro, con il segno di una pallottola nel cranio. Come spiegherà ai due simpatici investigatori la moglie del defunto Trinidad Soler, il vero fine degli alchimisti non era quello di ottenere l’oro, bensì quello di migliorare se stessi. Perciò, come nell’alchimia, la chiave dell’enigma sta tutta nella pazienza con cui Bevilacqua e Chamorro procedono, senza perdersi d’animo, cercando de migliorar se stessi. Fino a ritrovare il bandolo della matassa. Come in un giallo classico, ma fino a un certo punto.”

    Bruno Arpaia, Il Sole 24 Ore.

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